Giardino Giusti

Giunti a Giardino Giusti, prepariamoci per un’esperienza sensoriale e spirituale indimenticabile; alberi centenari, epigrafi antiche, simbolismi rinascimentali del giardino all’italiana consentono un tuffo nell’estetica cinquecentesca, quando il giardino fu sede di una delle più prestigiose accademie cittadine. Lo lodarono personaggi illustri, quali Goethe e Chateaubriand. Nella stessa temperie culturale si inserisce la poca lontana chiesa di S.Maria in Organo, affrescata da Francesco e Domenico Morone, Giovanni Caroto, e Nicolò Golfino. Le tarsie lignee del coro e della sacrestia, definita da Vasari “la più bella d’Italia”, sono uno dei motivi d’orgoglio della città (alcune enigmatiche e particolarmente interessanti dal punto di vista filosofico). Davanti alla chiesa si apre la spazio, da poco rinnovato, di Piazza Isolo. Molto diverso da quanto fosse in passato, esso ci rievoca l’epoca dei mulini, dei commercianti e degli artigiani indaffarati lungo il corso secondario dell’Adige, delle imbarcazioni che lo solcavano, dei signorili palazzi che si specchiavano nell’acqua. Un tempo perduto, ma immortalato nelle tele di pittori vedutisti quali Bellotto e Van Wittel.
Concludiamo il nostro viaggio in un altro angolo di Veronetta carico di storia, arte e curiosità: S.Tomaso Cantuariense, dove lo spirito del giovane Mozart aleggia ancora attorno al celebre organo da lui stesso firmato, ed il Ponte Nuovo del Popolo. Da questo ponte, che unisce Veronetta a Verona, osserviamo lo scorrere dell’acqua clessidra del nostro tempo, e così ricordiamo: Adige, fiume di piene devastanti, di divisioni politiche, ma soprattutto fiume portatore, da sempre, di vita e civiltà.

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