1. San Fermo

Quando Dante arrivò, la città era un immenso cantiere, ricca di fermenti e novità. I Francescani erano all’opera per rinnovare la chiesa di S.Fermo e darle una forma più consona alla loro visione spirituale. È facile che Dante, che amava S.Francesco, vi andasse spesso per assistere ai lavori dei mastri. La nuova chiesa gotica avrebbe espresso, nell’unica aula, ampia e luminosa, la gioia di vivere propria di quest’ordine mendicante: dal procedere lento, indotto dalla suddivisione in navate della precedente chiesa romanica, si passa alla voglia di correre come davanti a un prato. Dante, come gli stessi Scaligeri che favorirono i Francescani, condivideva questo cambiamento: mai come allora la Chiesa aveva bisogno di purificazione per tornare ad essere la guida spirituale dell’umanità.
Non è un caso che i discendenti di Dante avessero scelto questa chiesa per collocarvi il loro sepolcro, situato ancor oggi alla destra del transetto, nella cappella Alighieri.

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