5. Palazzo di Cangrande e Arche Scaligere

Lasciando i luoghi che per Dante rappresentavano la triste realtà del presente, ci si avvicina ai luoghi che invece rappresentavano la speranza nel futuro: le vie dove si affacciano i palazzi degli Scaligeri (oggi non visitabili).
Dante non aveva sotto gli occhi le Arche scaligere, straordinario esempio di un gotico fiorito che viene dal Nord, sorto negli anni Trenta del Trecento. Di sicuro però visitava spesso il palazzo di Cangrande, assiduamente frequentato da artisti, scienziati e rifugiati politici, come racconta Manoello Giudeo, poeta amico di Dante: “Baroni e marchesi de tutti i paesi, /gentili e cortesi qui vedi arrivare; /quivi astrologia con philosofi a /et de theologia, udirai disputare.”
È molto probabile che Dante abbia anche vissuto in questo palazzo, perché il principe aveva stanze per ogni categoria di ospiti (cavalieri, artisti, mercanti, …). Di certo qui ha mangiato moltissime volte, scambiando battute sagaci col signore scaligero. Nella chiesa di S.Maria Antica, tempio privato degli Scaligeri che ospita il noto cimitero pensile, Dante ha sicuramente pregato, vagheggiando giustizia per sé e per il mondo …
Cangrande vive in eterno nel XVII canto della Divina Commedia (vv.70-93): “Le sue magnifi cenze cono-sciute /saranno ancora, sì che ‘suoi nemici /non ne potrai tener le lingue mute.”

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